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Partito Democratico - Circolo di Sermide

14 agosto 2010
AREA EX-ZUCCHERIFICIO: Quale Futuro?

Il Sindaco ha annunciato l'arrivo di un nuovo supermercato nell'area ex-zuccherificio. Collegato ad esso si inizierà a demolire buona parte degli edifici dell'area. Di fronte a quello che ci sarebbe piaciuto salutare come un momento importante per la nostra comunità, ci troviamo invece a dover commentare questa operazione senza avere notizie di quale sia il progetto generale di sviluppo.

Va ricordato infatti, che Reggiani è il primo sindaco da trent'anni a questa parte a trovarsi la possibilità di ragionare concretamente sul futuro di quell'area, finalmente libera da blocchi giudiziari e ambientali; è il primo che avrebbe potuto attivare forze economiche e istituzionali per elaborare un vero piano di sviluppo. E invece non è stato coinvolto né il Consorzio, né la Provincia, nessuna categoria e tantomeno la Regione.

L'area ex-zuccherificio è un area sulla quale si erano concentrate molte delle aspettative di sviluppo. Ricordiamo che a Sermide ci sono aree artigianali e lottizzazioni che da anni non vengono vendute e completate: per quell'area, date le sue caratteristiche, serviva un'idea che la facesse diventare volano per il rilancio delle altre. Questo era il punto chiaro a tutti e su questo va misurata l'azione degli amministratori. Prova ne è il fatto che il centrodestra, che oggi amministra Sermide, in campagna elettorale aveva proposto di costruire un parco dei divertimenti. Una proposta forse azzardata o discutibile, ma che dava il senso della necessità di trovare una progettualità di grande respiro per quell'area. Se qualcuno allora avesse proposto agli elettori l'arrivo di un supermercato per risollevare lo sviluppo di Sermide, avrebbe trovato consensi?

Dal parco dei divertimenti siamo passati ad un supermercato. Fra Sermide, Castelmassa e Castelnovo, ce n'era bisogno? Qual'è l'idea di sviluppo che vi sta dietro? Quale volano di sviluppo può creare? Purtroppo si naviga a vista e non vi è alcuna idea unitaria dell'area, che rischia di venir spezzettata e ridotta al pari di tutte le altre lottizzazioni ferme da anni.

E a margine di tutto ciò, se non bastasse, emerge anche l'assenza di una politica del commercio e di rilancio del centro storico: si era appena finito di sbandierare il finanziamento per il commercio di vicinato e per il rilancio dei negozi del centro e poi si annuncia un supermercato proprio a ridosso del centro storico, che evidentemente renderà le piazze e le vie del centro ancora più vuote e desolate, con buona pace di tante parole e risorse pubbliche spese.


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18 ottobre 2009
ELEZIONI PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Domenica prossima, 25 ottobre, si terranno le elezioni primarie che eleggeranno il segretario nazionale e i segretari regionali del Partito Democratico. Si può votare nel circolo di Sermide solo se siete residenti a Sermide. Possono votare tutti i cittadini comunitari o extracomunitari che abbiano compiuto 16 anni. Il regolamento prescrive di portare carta d'identità e tessera elettorale, per verificare appunto la residenza. Votando si dovrà versare un contributo di 2 € e sottoscrivere il manifesto dei valori del PD, e naturalmente si risulterà iscritti all'albo pubblico degli elettori.


I seggi saranno aperti dalle 7 alle 20 di Domenica 25 Ottobre, a Sermide in via Roma, in saletta civica di fianco al cinema Capitol.

Più sarete, più forza avrà il Partito Democratico.





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11 settembre 2009
CONGRESSO DI CIRCOLO - DOMENICA 13 SETTEMBRE
Domenica 13 si svolgerà il congresso locale, il luogo cioè, in cui a livello locale si discuteranno (dalle 15 alle 17) le tre mozioni (Bersani, Franceschini e Marino) che poi verrano votate (dalle 17 alle 21) attraverso delegati per la fase provinciale. Se la votazione è riservata a chi si è iscritto al partito entro il 21 Luglio, E' INVECE APERTA A TUTTI la fase di DISCUSSIONE.

In mattinata saremo presenti in piazza per chi volesse informazioni e chiarimenti o per qualunque altra cosa, venite a trovarci numerosi!


Partito Democratico - Circolo di Sermide




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3 agosto 2009
Quali prospettive sulla FER a Sermide?

A seguito dell'incontro pubblico di inizio giugno organizzato presso la Multisala Capitol e delle dichiarazioni dell'Assessore Marmai sulla stampa locale in merito alla FER, come PD di Sermide ci sentiamo di fare alcune considerazioni.

In discussione ci sono gli investimenti che FER, quindi Regione Emilia Romagna, intende fare per sviluppare l'azienda. Essi dovrebbero avere una ricaduta su Sermide nell'ampliamento della Officina Grandi Riparazioni (OGR) facendola diventare il centro riparazioni per le vetture elettriche non solo di FER ma con la prospettiva di fornire servizi anche ad altre aziende ferroviarie Si è affermato che i tempi per la definizione di questa ipotesi di lavoro sono brevissimi e l'ampliamento della OGR richiede una rilevante modifica alla viabilità, poiché impatterà fortemente sulla strada provinciale ferrarese che da Sermide va in direzione di Porcara-Pilastri. FER deciderà se investire a Sermide anche in base alla possibilità di trovare un accordo a breve termine tra le parti e al reperimento delle risorse necessarie per realizzare tale modifica.

Innanzitutto rimarchiamo l'importanza di cogliere questa opportunità per il territorio e, visti i tempi ristretti, chiediamo all'Amministrazione che questo diventi un tema prioritario nell'azione delle prossime settimane.

Alcune cose ci paiono chiare: la Regione Emilia Romagna investirà parecchi milioni di euro nei prossimi anni; l'investimento su Sermide, per l'Emilia, è un investimento fuori regione, ma FER e Regione Emilia Romagna intendono farlo qui da noi anche se vi sono altre realtà emiliane che ambiscono ad avere le stesse infrastrutture; l'Amministrazione Provinciale di Mantova ha dichiarato che questo progetto, insieme alla elettrificazione di tutta la linea, rientra fra le priorità da perseguire e su cui si è impegnata. Altre posizioni ci paiono più interlocutorie. La Regione Lombardia, per bocca di Lucchini, ha sostenuto, nell'incontro di giugno, che potrebbe intervenire attraverso i FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate). Sono fondi sulla cui gestione vi è una qualche incertezza, non immediatamente disponibili. Vi sarebbero altri fondi europei nei quali però l'Amministrazione deve impegnarsi con co-finanziamenti. La Giunta di Sermide, per bocca del suo assessore, sostiene di voler utilizzare questa occasione per rivedere la viabilità generale e favorire il collegamento di Sermide con aree di maggiore sviluppo. E' un'idea che ormai da tempo abbiamo lanciato e ci fa piacere che sia condivisa anche dall'Amministrazione. Allora chiediamo all'Amministrazione quante risorse è disponibile ad investire per perseguire il proprio progetto di revisione della viabilità? L'Amministrazione sta disperdendo risorse in piccoli interventi senza alcuna idea di lungo respiro: è in grado di investire le risorse necessarie a un progetto strategico di questa entità? Quale sostegno sta trovando in Regione Lombardia grazie al suo accordo con il centrodestra? Regione Lombardia, pur rimanendo proprietaria della tratta lombarda di FER, ha sempre privilegiato gli interventi attorno a Milano dimenticando la nostra zona. L'Assessore Marmai ha già messo le mani avanti dicendo che sono obbiettivi che vanno al di là della legislatura. A noi sembra che dopo aver preso in giro gli elettori con un accordo politico con il centrodestra, sia ora di vedere dei fatti oltre che delle parole e ciò che Reggiani può e deve fare subito è richiamare Regione Lombardia ad atti vincolanti rispetto a risorse certe da investire.

Dei tre obbiettivi sui quali la Regione doveva essere interlocutore privilegiato di questa amministrazione, sull'ex zuccherificio non si vede nulla e sull'ospedale stiamo assistendo ad un ulteriore impoverimento dei servizi. Speriamo che sulla viabilità si vedano segnali migliori.

1 agosto 2009
VERSO IL CONGRESSO


Ci apprestiamo a vivere la stagione del congresso, stagione che può essere esaltante a patto che non sia un banco di lotte interne al partito per la spartizione di poltrone e potere personale.
Mi auguro che riusciamo a raggiungere alcuni obiettivi che, a parer mio, potrebbero finalmente qualificare il costruendo partito "Nuovo".
1° obiettivo: riempire di contenuti pratici e trasparenti le parole chiave contenute nella carta fondativa quali, uguaglianza, solidarietà, giustizia. Si dice che il PD è un grande partito riformista.
Ma che vuole dire riformista? Traducendo alla lettera nel linguaggio della gente comune riformista è chi fa le riforme. Ma quali riforme? E come articolate? Questo credo che non sia ancora chiaro neanche ai militanti più attenti, figuriamoci all'opinione pubblica.
Si dice che il Pd è un partito solidale. Ma solidale con chi? E in quali modi? Si dice che il PD fa della giustizia la sua bandiera. Ma quale giustizia?
Quella del Lodo Alfano e dei conflitti di interesse o quella che pone al centro l'uomo, qualunque uomo, e ne tutela i diritti nel rispetto rigoroso dei doveri?
Spero che il congresso dica finalmente qualcosa in merito, in modo chiaro, comprensibile e non equivocabile senza che qualcuno dei cosiddetti padri nobili smentisca il tutto il giorno dopo.
2° obiettivo: Rispetto delle regole.
Da più parti si sottolinea l'esigenza improcrastinabile di nuove regole nella gestione della cosa pubblica. Personalmente credo che di regole ce se siano ben troppe. Il fatto è che ognuno si sente autorizzato ad interpretarle ed attuarle a modo suo, perchè tutti fanno così, perchè così si è furbi.
In questo modello imperante di società non è affatto necessario cambiare le regole, quanto piuttosto riabituarsi, spinti da un forte afflato etico, a rispettarle nell'interesse comune.
E' necessario rivalutare un modo di fare politica come servizio per il raggiungimento del bene comune.
Personalmente diffido, non solo di chi interpreta la politica come un mestiere, ma anche di chi pensa di esplicare una missione.
Le parole missione e mestiere evocano situazioni di egoismo e superbia individuale; la parola servizio è indice di grande umiltà e di grande umanità. Occorre ridare al nostro agire quotidiano un impronta morale rispettosa delle regole, tendente al raggiungimento del bene collettivo, chiaramente identificabile, come qualcosa di diverso dalla morale della Destra ispirata a rafforzare i più forti e tendente al bene individuale.
Solo così faremo capire a tutti la nostra diversità, rispetto a questa Destra che ormai spadroneggia in tutti i settori, molte volte con il bene placito delle nostre contraddizioni.
3° obiettivo:Sintesi definitiva delle varie correnti di pensiero che hanno dato vita al PD.
Non vorrei un congresso di cui si sentono parlare gli ex Margherita o gli ex DS ma in cui ci si confronta serenamente senza pregiudizi di provenienza per chiarire alla opinione pubblica che cosa intendiamo per stato laico, quale è il nostro atteggiamento unico in campo bio-etico, quale è la nostra visione di un modello di sviluppo eco-compatibile, quale è la nostra posizione sul collocamento internazionale, quale è il nostro atteggiamento di fronte alla globalizzazione ormai inarrestabile, come intendiamo opporci agli integralismi da qualunque parte provengano.
Solo così potremo catturare l'attenzione di chi aspetta finalmente ( per ora invano) la costruzione di un partito nuovo.

 

 29/07/09                                                                               Romano Vicenzi




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11 giugno 2009
Ricordando Berlinguer - 11 giugno 1984




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21 maggio 2009
Scuola come diritto per tutti, e non per censo

Scuola, "cosa possiamo fare di fronte a questa situazione? Che ne sarà del sostegno all'handicap? E' in atto una vera e propria campagna denigratoria..." Sono alcune delle voci preoccupate di insegnanti, e operatori dell'educazione, quasi un "de prufundis".

La politica del Governo, di centrodestra è chiaro: smantellare tutti i servizi pubblici, le garanzia sociali che la nostra repubblica ha creato in oltre mezzo secolo. Quindi la scuola per tutti e la sanità per tutti. Le Finanziarie varate e quelle future stanno portando a questo. Ora, invece di urlare contro Berlusconi dobbiamo tornare tra la gente, spiegare la nostra idea di scuola, territorio, di Stato. E, più vicino a noi, la nostra idea di Provincia, nella quale i diritti siano per tutti e non per censo".

"Nella Finanziaria c'è scritto tutto ciò che accade alle istituzioni scolastiche, non solo il taglio di oltre otto miliardi, c'è il cambiamento del rapporto tra Stato e Scuola. E' cambiata la qualità dei tagli economici, che sarà per tutto il futuro, non solo per i prossimi esercizi, e non c'è solo il taglio al personale di oltre 87 mila unità. Nel periodo in cui ci si "appassionava al tema Alitalia, ai 2500 esuberi, si consumava in Parlamento un taglio ben più drastico, quello dei prossimi anni che assommeranno a 235 mila unità, compresi i precari quindi".

Ma anche tagliando tanti stipendi, non si arriva a 8 miliardi di euro, come prevede la Finanziaria. Si va oltre, lo dice Fioroni ex ministro del PD: "si chiuderanno le classi con meno di dieci alunni e i plessi con meno di 50. E questi accorpamenti non riguarderanno certo le realtà metropolitane ma i 6186 piccoli comuni italiani, che rappresentano gli otto decimi del totale". E poi i tagli degli orari, che cambieranno "la scuola media superiore: com'è possibile valutare le ore da fare senza rivedere i contenuti? Beh, qui si parla di ridurre secondo i fabbisogni di cassa, non educativi". Infine, il quarto caposaldo del disegno "di Tremonti", come lo definisce Fioroni, il passaggio alle Regioni degli istituti professionali.

Ora cosa attende i dirigenti scolastici? "Un fax: quando saranno definiti gli obbiettivi a livello centrale, regionale, per ogni singolo istituto, i dirigenti dovranno affrontare i tagli, e dovranno scegliere come farli. E dovranno scegliere se tagliare classi, ore, insomma un Federalismo gestito male che distrugge il diritto alla scuola". E, accanto a questo, "quantificare il costo per studente non significa dare una cifra a tutte le famiglie, ma - se lo uniamo al togliere il merito - togliere alla Scuola e all'educazione il ruolo di ascensore sociale per relegarle a quello di selettore sociale, non più in base alle capacità delle persone ma in base al reddito e al dove nasci".

Romano Vicenzi

Sermide, 19 maggio 2009





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9 maggio 2009
Il 9 maggio 1978 moriva Aldo Moro



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1 maggio 2009
1° Maggio, Festa dei Lavoratori



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22 aprile 2009
25 Aprile: un Anniversario condiviso

Abbiamo inviato al Sindaco e pubblichiamo una lettera sul 25 Aprile


Gent. Sindaco,

scriviamo la presente lettera aperta per condividere insieme alla sua Amministrazione la scelta di ricordare con il giusto riconoscimento la data del 25 Aprile. Riteniamo che in un momento in cui a livello nazionale si vedono i soliti balletti sul “chi parteciperà alle celebrazioni del 25 Aprile?”, la scelta della sua Amministrazione di distinguersi da queste diatribe e di ricordare con tre giorni di iniziative questa data non può che trovarci concordi.

Nonostante la sua Amministrazione abbia deciso da tempo di non cercare alcun confronto con le forze che non sono presenti nella sua maggioranza, nemmeno per condividere questi temi di importanza generale, noi autonomamente ci sentiamo di dimostrarle la nostra vicinanza in questa scelta, in quanto rappresentante istituzionale della comunità sermidese. Al di là delle singole scelte e iniziative, su cui vi sono ampi margini di opinabilità, condividiamo l'idea di fondo per cui il 25 Aprile, Festa della Liberazione, sia l'Anniversario di un momento fondativo della nostra Repubblica, non ascrivibile ad una sola parte ma patrimonio di tutti. Apprezziamo la presa di distanza, implicita nella vostra scelta, da chi cerca ancora oggi di sminuire questo Anniversario.

Nel 1948 l’onorevole Piero Montagnani, affermò che “il 25 aprile, anniversario della Liberazione, [...] rappresenta il punto di arrivo della ultraventennale lotta del popolo italiano contro la dittatura fascista ed al tempo stesso il punto di partenza di tutta la successiva storia d’Italia”.

Ci pare che queste parole esprimano bene il significato di questo Anniversario che, ogni anno, ci costringe a ricordare quanto sia importante che ognuno di noi, in ogni momento, sia una sentinella custode di quei valori democratici che tanto sono costati agli italiani; e insieme ci ricorda che, se di Liberazione si parla, essa riguarda la liberazione dell'Italia dalle truppe naziste tedesche, dalle forze fasciste della Repubblica Sociale e da un regime dittatoriale e razzista che l'avevano condotta ad una guerra tragica. Questi elementi, pur nella pietà che si deve rivolgere a tutte le vittime di un conflitto così sanguinoso, devono essere uno dei punti fondanti il nostro vivere insieme, il fertile terreno da cui è sbocciata la democrazia italiana. Così come lo deve essere il ricordo di quanto questa Liberazione sia stata raggiunta grazie non solo alle forze militari alleate, ma anche alla lotta e alla resistenza di tanti italiani che hanno creduto nei valori che oggi noi diamo troppo spesso per scontati e che, speriamo, possano trovare sempre più il giusto riconoscimento anche nelle commemorazioni locali. Pur nelle diversità e nei contrasti che nella discussione politica si producono, quindi, siamo lieti di poter condividere con lei e la sua Amministrazione la scelta di commemorare questi valori, comuni a tutta la cittadinanza.


PD Sermide




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